hipsteria



C'è una parola che ultimamente mi rimbalza davanti girando in rete: Hipster.

Giovane, istruito e abitante di grandi centri urbani; si interessa alla cultura alternativa, non mainstream, come l'indie rock, l'elettronica, i film d'autore e le tendenze culturali emergenti. Ama appropriarsi dei codici delle generazioni precedenti ammantandosi di un caratteristico e piuttosto snob stile retrò. Rigetta l'attitudine ignorante e incolta del consumatore medio. Mangia preferibilmente cibo biologico, meglio se coltivato localmente, preferisce bere birra o vino locale (o prodotto in proprio), e ama girare in bicicletta. Spesso lavora nel mondo dell'arte, della musica e della moda, e rifiuta i canoni estetici della cultura predefinita. Non vuole essere catalogato. Amorale, anarchico, gentile e civilizzato al punto da apparire decadente. Conosce l'ipocrisia della burocrazia e l'odio implicito nelle religioni, attraversa l'esistenza evitando il dolore, controllando le emozioni e mostrandosi cool. Cerca qualcosa che trascenda tutte queste sciocchezze. Le uniche religioni che riconosce come tali sono i pantaloni attillati e i Wayfarer. Sogghigna quando dici che ti piacciono i Coldplay. Indossa t-shirt con citazioni tratte da film di cui non hai mai sentito parlare e pensa ancora che il Banco del Mutuo Soccorso sia l'ultima band progrock. Indossa cappelli di paglia anni trenta o parrucche dorate e tutto in lui è attentamente costruito per darti l'idea che non lo sia. E' un'anima errante portatrice di una speciale spiritualità. Professa come suoi valori il pensiero indipendente, la controcultura, la politica progressista, la creatività, l'intelligenza e l'ironia.

Il non-hipster, innanzitutto, ti chiede che macchina hai; resta meravigliato del fatto che l'hipster non sfoggia un paio di chili di orologio sul polso; chiede di che marca è la giacca dell'hipster toccandola per sentirne la consistenza; si informa su dove abiti senza chiedere dell'arredamento, dei quadri, dell'esposizione e della vista dalle finestre, se c'è parquè o graniglia, ma quanto paghi d'affitto (forse è stato cacciato dalla moglie e cerca casa, pensa l'hipster); gentile e ipocrita si informa in merito ad un paio di amici comuni, per lanciare zeppate taglienti e gratuite nei loro confronti; incalza con una serie di domande finalizzate a capire quanto guadagni e come te la passi.

L'hipster, magari inconsapevole ma pur sempre hipster, abituato a frequentare altri hipster, magari inconsapevoli ma pur sempre hipster per quanto sopra, non capisce, resta frastornato da quelle domande, trova l'ironia e sogghigna sornione, tira fuori una citazione tratta da film di cui il non-hipster non ha mai sentito parlare, si defila e torna al suo locale hipster a vedere un concerto hipster di un cantante con i pantaloni attillati e i Wayfarer.

E tu che leggi, sei hipter o non hipster?


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Cosa volete sentire? Maria Antonietta


 



MARIA ANTONIETTA

Rimbalzano da un locale all'altro della penisola in un alterato stato psicofisico per le numerosissime serate cui  il manager li sottopone.

Maria Antonietta, al secolo Letizia Cesarini, classe 1987, attitudine punk e capelli rosso acceso, chitarre distorte e urla alla kurt kobain, liriche sensuali stile carmen consoli, rude, irregolare, aspra come uno schiaffo in pieno volto, e poi improvvisamente leggera e crepuscolare, agile, esile, molto intelligente quando le conviene, detestabilmente femminile, bella, bella. Urla e sussurra, bestemmia e prega, infila nei testi cazzi lancinanti come stilettate tra dubbi esistenziali e ricordi vividi di vite passate, tra funerali di gente che non conosce e party di compleanno e collezioni di giovani amanti.

Ci ha rivelato che ama la letteratura russa dell'età dell'oro, Puškin e Dostoevskij su tutti. 
Abbiamo scoperto che oltre a scrivere grandi canzoni, si cimenta in racconti, del resto molti suoi pezzi sono dei veri e propri racconti brevi in musica. Ci piace molto ad esempio "Con gli occhiali da sole". 

E' suo il racconto di apertura della raccolta "Cosa volete sentire", compilation di racconti di cantautori italiani (vasco brondi, zen circus, offlaga disco pax, dente, brunori, amor fou e altri). Racconti dove accade che i personaggi delle canzoni si animano di vita propria e ci raccontano come prosegue o potrebbe proseguire la loro storia oltre la canzone.

Accettiamo e rilanciamo a tutti il suo consiglio: 
"Scrivi! ti farà soffrire, ma puoi salvarti solo così ormai, scrivendo!"

Se Maria Antonietta passa dalla tua città, non dire che stasera hai da fare, esci e unisciti alla festa!